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PREADOLESCENTI E USO DEL CELLULARE

Selvaggia Lucarelli, mamma e blogger,  scrive sul FATTO QUOTIDIANO, in tono semiserio, la sua esperienza di mamma alle prese con un figlio preadolescente

Caro Figlio, ecco cinque regole per il tuo primo cellulare

“Tre anni fa una giornalista americana dell’Huffington Post, Burley Hoffman, regalò un iPhone al figlio e stipulò con lui una sorta di contratto pubblico con delle regole che il figlio avrebbe dovuto rispettare. All’epoca mi sembrò l’esercizio retorico di una madre narcisista (al pari delle recenti lettere dei genitori alle maestre pubblicate su Facebook) e che snobbai la faccenda con la solita aria da genitore che ne sa più degli altri. Nel frattempo, sono successe un po’ di cose.
La prima è che mio figlio, a 11 anni, è entrato nella pre-adolescenza e ho realizzato che siccome infanzia e adolescenza sono le madri di tutti i dibattiti pedagogici, della pre-adolescenza si parla troppo poco. Guardate che la pre-adolescenza è un’età infame come poche. Non hanno ancora peli superflui, ma ti fanno il pelo qualsiasi cosa tu dica.
Non ti abbracciano più la mattina fuori scuola ma ti piombano ancora nel letto dopo un incubo. Non hanno ancora la voce grossa ma fanno la voce grossa. Insomma. Il genitore di un preadolescente si sveglia e non si ritrova più un figlio con il peluche sotto al braccio che piange perché ha fatto la pipì nel letto. Non si ritrova neanche un tizio ostile con un accenno di baffi che gli urla “Ti odio” con un cannone di marijuana in mano. Quella è l’adolescenza. Si ritrova un figlio che gli dice “Ti odio!” col peluche sotto braccio. Perché nessuno psicologo ve lo dirà mai, ma il succo è questo: l’infanzia è la costruzione dell’io, l’adolescenza è l’affermazione di sé, la preadolescenza è una gran rottura di coglioni. I bambini sono teneri, gli adolescenti stronzi, i preadolescenti destabilizzanti. Si tratta di accompagnarli nel mondo degli adulti sapendo che i nostri uomini-bambini hanno già un piede in Youporn, ma l’altro ancora a Disneyland Paris.
IO, PER DIRE, ho un figlio undicenne che l’altra sera vedeva Match point di Woody Allen con me e a un certo punto, quando il protagonista ha scoperto di aver messo incinta l’amante, con estrema naturalezza ha detto: “Beh, poteva usare il preservativo, così avrebbe evitato di fare del male alla famiglia”. Stavo mandando giù un cucchiaio di riso, credo di aver rischiato una tracheotomia. Quello stesso bambino, dopo venti minuti mi ha chiesto di accompagnarlo a letto e di raccontargli una storia, roba che a quel punto ero terrorizzata all’idea che mi chiedesse se il bacio a Biancaneve il principe l’avesse dato con la linguao senza, quindi ho optato per Pinocchio. Immaginate dunque gli interrogativi quando l’uomo-bambino mi ha chiesto un cellulare per poter comunicare con i nuovi amici di scuola nel pomeriggio o durante il weekend. “Ce l’hanno tutti”, mi ha detto, e siccome io resisto a quasi tutte le arringhe, da “Mamma per favore” a “poi non mi regali più niente per un anno”, ma il “ce l’ hanno tutti” evocale mie ambizioni da paninara frustrate dall’ostinazione di mia madre nel comprarmi i Carrera anziché i Levi’s perché “ce l’ hanno tutti”, ho miseramente ceduto. Mi è tornato alla mente quel contratto e ho capito tutto. Ho capito che stavo consegnando un M-13 a un bambino di 11 anni. Anzi, a un ragazzo di 11 anni.
Insomma, a questo strano ibrido. E che io non posso sapere se nell’utilizzare il telefono lo guiderà l’ingenuità che ancora conserva o la malizia che sta sbocciando. Allora gli ho consegnato un mio vecchio cellulare e ho stabilito le mie 5 regole:
1. Tu non possiedi un cellulare. Utilizzi un cellulare. Se lo utilizzi bene sperimenterai una cosa nuova ed entusiasmante: la condivisione di idee e contenuti. Se lo utilizzi male sperimenterai una cosa altrettanto nuova: un cazziatone memorabile.
2. Puoi scegliere la password che vuoi. Può essere il nome del tuo cane o la successione di Fibonacci, ma ti consiglio di non sforzarti troppo. Tanto, quella password, la dirai anche a me. E non provare a pronunciare la parola “privacy” perché la privacy, a 11 anni, te la concedo giusto in bagno.
C’e una bella differenza tra un genitore che si impiccia e un genitore che vigila. Un giorno non troppo lontano sarai libero di nascondermi le tue cazzate e io non potrò fare nulla per evitarle, per adesso lascia che io le prevenga, perché anche se sei saggio e maturo, potresti non chiamarle con quel nome. O essere vittima di quelle degli altri. Detto ciò, rilassati. Se manderai cuoricini alla fidanzata non ne discuteremo alla cena di Natale con sette generazioni di parenti attorno alla lasagna ai funghi.
3. A proposito di fidanzatine. Abituati a trattarle bene fin da ora. Il telefono è un buon esercizio di educazione sentimentale. Se devi dire a qualcuna che ti piace, se puoi, fallo a voce. Idem se devi dire a una fidanzatina che non ti piace più. Se una fidanzatina ti manda delle sue foto, ricordati che sono un regalo per te. Se le invierai a un tuo amico o, peggio, a tuoi amici, io invierò a tutta la chat “Prima M” la foto di un tuo Carnevale di sei anni fa in cui ti eri vestito da Leone il cane Fifone. Se qualche ragazzina ti invierà foto meno vestita, di’ a quella bambina che potrebbe incontrare un bambino meno delicato e rispettoso di te e che il tuo modo per rispettarla sarà cancellare quella foto. L’idea che tu possa condividere quella foto con gli amici è un’ipotesi che non voglio neanche prendere in considerazione anche perché prevede violente colluttazioni e un collegio tedesco.
4. Non usare il cellulare per deridere qualcuno.
Non assecondare nessuno che lo fa con gli altri. Anche solo un tuo emoticon sorridente sotto una frase feroce è una ferita in più per chi subisce.
5.Se non sei d’accordo con uno qualsiasi di questi punti, non ti preoccupare Leon. Da madre democratica quale sono, ne discuteremo. E poi, naturalmente, mi riconsegnerai il cellulare.”

 

 

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A SCUOLA DI IMMAGINE E DISEGNO

Olga Tranchini, illustratrice, propone corsi rivolti ai bambini per imparare a disegnare ed illustrare la propria fantasia e creatività  con le immagini.

olga.tranchini@gmail.com

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POMERIGGI ORTO BOTANICI CON MAMMA&PAPA'

ROBERTA BOGGIO MARZET e ALESSIA NOSEDA, architette del paesaggio, organizzano workshop tematici rivolti ad adulti e bambini con lo scopo di far conoscere e rispettare i ritmi della natura con un approccio creativo e allo stesso tempo didattico. Per imparare a cotruire Kokedami, orti urbano, mangiatoie per uccellini e tanto altro

Per saperne di più:

https://www.architetturabotanica.com/i-nostri-corsi

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LIBRERIA AI GIARDINI: TRISTE FALLIMENTO

A poco meno di due anni dalla sua nascita la Libreria installata nello spazio giochi dell’Aiuola Balbo, da “condivisa” diventa ...“fallita”.
Constatato, infatti, l'ennesimo atto vandalico accorso gli scorsi giorni, a malincuore, il realismo impone di considerare definitivamente fallito il progetto di mettere a disposizione di tutti i frequentatori dei Giardini uno spazio dove poter “leggere un libro, prendere un libro lasciare un libro”, per usare lo stesso slogan riportato sullo sportello della libreria.
Appare evidente che, seppur con amarezza e delusione, si è costretti ad ammettere che avevano ragione quanti hanno considerato questo progetto, sin dal principio, un'assoluta utopia.

Vandalismo batte Condivisione 1000 a 0.

...però, almeno, ci abbiamo provato.

​Le Mamme dei Giardini Cavour
Associazione di Promozione Sociale

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TUTTI IN PISTA! DOVE COME E QUANDO ?

Nasce Fuoriclasse-INVERNO, il portale dedicato alle scuole di sci italiane.

http://www.scuolasci.org/

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INFO SCUOLA PRIMARIA

La mamma di un bimbo che andrà a scuola da settembre, preferibilmente alla Scuola Tommaseo a tempo pieno, avrebbe piacere di avere informazioni sulle diverse insegnanti che inizieranno un nuovo ciclo a settembre. 

enricaefede@gmail.com per comunicare direttamente con la mamma interessata

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INSIEME E' PIU' FACILE!

Ieri è andato in onda un servizio sull'Associazione Le Mamme dei Giardini Cavour per raccontare come noi mamme ci stiamo organizzando per far fronte insieme alle nostre complesse quotidianità tra bambini, lavoro, casa e c.

Buona visione!

SERVIZIO MGC

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CORSI DI PROGRAMMAZIONE PER BAMBINI

Mamma Alice cerca 2 o 3 bambini età 8-12 anni per formare un gruppo di studenti di programmazione SW su PC con docente qualificato, previsto impegno 1,5 ore il mercoledi pomeriggio da ottobre a febbraio, sede via Mazzini
costi da definire insieme

alice.ravizza.ht@gmail.com

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